
Carmelo Rizzo
Sono originario della provincia di Lecce, nel Salento, una delle aree più meridionali d’Italia. Per il momento preferisco non specificare il nome del mio paese natale per motivi personali. Si tratta di una piccola comunità di circa diecimila abitanti, nella quale ho vissuto una parte importante della mia vita.
Sono cresciuto a Lecce, considerata la capitale del Salento e l’ultima grande città dell’Italia sud-orientale nella regione Puglia. Una città ricca di storia, cultura, architettura e tradizioni che ha contribuito in modo significativo alla mia formazione personale e professionale.
Sono figlio di una famiglia di grandi lavoratori nel settore delle costruzioni. Una famiglia partita da zero e arrivata, con passione, sacrificio e amore, a costruire uno dei più grandi progetti immobiliari della storia della città di Lecce: trecento appartamenti in due anni, realizzati da mio padre e dalle imprese che lavoravano con lui, senza alcun socio.
Mio padre Giuseppe, partito da una piccola impresa da idraulico, è stato capace di realizzare cose che ancora oggi faccio fatica a definire. È arrivato ad avere oltre cento operai e numerose imprese impegnate contemporaneamente nella realizzazione dei suoi progetti.
Non ho mai capito se considerarlo un pazzo o un grande. In conclusione, preferisco considerarlo il mio primo esempio.
Mia madre Valeria è stata la parte più tranquilla e solida della famiglia. Si è occupata della contabilità delle aziende e ha gestito in modo straordinario anche me e mia sorella AnnaChiara, cinque anni più giovane di me.
In casa, probabilmente, la persona folle era mio padre. La parte più equilibrata era mia madre. Due grandi lavoratori, entrambi fondamentali, ma con visioni molto diverse.
A diciotto anni, dopo il diploma da Perito Meccanico, ero indeciso se continuare gli studi universitari o entrare nelle aziende di famiglia. Non sentivo mia la strada dell’ingegneria delle costruzioni. Dentro di me avevo anche sogni artistici: volevo fare l’attore o lo stilista.
Alla fine scelsi la strada delle aziende familiari, che in quegli anni erano già avviate molto bene.
Ho visto da vicino il successo economico. Ho visto cantieri, operai, imprese, entusiasmo, risultati straordinari e anche tantissimi soldi generati dai business di famiglia.
Nella mia famiglia sono passate auto che molti considerano simboli di successo: Mercedes Classe S, Maserati, Jaguar, SLK e anche una Ferrari F430 appartenente a mio padre, che per un periodo ho avuto la possibilità di utilizzare anch’io.
Per quanto mi riguarda, a ventuno anni guidavo una Mercedes Classe C Sport Coupé e successivamente una BMW 335 Biturbo, un’auto potentissima capace di raggiungere velocità vicine ai 280 km/h.
Ho fatto molta strada in quegli anni a velocità folli e ancora oggi ringrazio Dio per essere vivo.
Non racconto queste cose per ostentazione. Le racconto perché fanno parte della storia. Ho visto un mondo, l’ho vissuto, e poi la vita mi ha portato altrove.
A diciannove anni avevo già una mia impresa personale, grazie anche al sostegno della mia famiglia. Mi occupavo di lavori per enti pubblici, soprattutto ristrutturazioni di scuole e altri interventi.
Per un periodo entrai anche nel settore della lavorazione di alluminio e ferro. Tra i lavori più importanti ci furono quelli per Avio Propulsione Aerospaziale e Ferrovie Sud Est.
Avevo personalmente trenta operai da gestire. Ero molto giovane, e non è stato facile.
Nel periodo della realizzazione dei trecento appartamenti, iniziai a occuparmi anche della direzione marketing di Magic Life, azienda di famiglia, attraverso la Televisione del Salento.
In quegli anni avviai anche campagne pubblicitarie territoriali con cartelloni 6×3 distribuiti nella provincia. Fu una delle prime occasioni in cui iniziai a osservare il rapporto tra comunicazione, immagine, territorio e promozione.
Nel 2010 fondai EstremoLemboEst.com S.r.l., una società dedicata a eventi, cultura e promozione turistica. Lo slogan era “Solo il Salento di Qualità”. Già allora volevo raccontare il territorio, valorizzare il Salento e costruire iniziative capaci di unire comunicazione, turismo, cultura e identità locale.
Attraverso EstremoLemboEst.com promossi anche iniziative culturali e musicali.
Tra queste ricordo la produzione dell’album “Lo Specchio” di Francesca Romana Perrotta, artista salentina di grande talento che nel corso della sua carriera ha ottenuto importanti riconoscimenti, tra cui il Premio Battisti, Musicultura, il Premio Poggio Bustone e il Premio De André.
Credetti molto in quel progetto e decisi di sostenerlo personalmente. Ancora oggi considero quell’esperienza una parte significativa del mio percorso nel mondo della cultura, della comunicazione e della promozione territoriale.
Nello stesso periodo nacque anche Umberto Bruno, un progetto che voleva diventare un simbolo del Made in Italy.
Con Umberto Bruno organizzammo numerosi eventi, serate e attività promozionali nel Salento. Vennero realizzati servizi fotografici professionali, campagne pubblicitarie, cartelloni 6×3 e contenuti video che ancora oggi rappresentano una parte importante della mia storia.
Ho conservato fotografie, video, immagini di modelle con i miei vestiti, materiali promozionali e ricordi di un periodo pieno di energia, creatività e tentativi.
Il progetto arrivò anche in televisione attraverso diversi contenuti e collaborazioni, tra cui il programma Fashion One.
Tra i ricordi più belli di quel periodo ci sono anche le Umbertine, un’iniziativa nata attorno al progetto Umberto Bruno.
La testimonial ufficiale del marchio era Valeria, che contribuì alla nascita di questo gruppo di ragazze che partecipava agli eventi, alle serate e alle attività promozionali organizzate nel Salento.
Con la loro energia, il loro entusiasmo e la loro spontaneità contribuirono a creare un’atmosfera speciale durante molte iniziative legate al progetto.
Ricordo con affetto Leandra, Giulia e Angelica, che hanno fatto parte di quella bellissima esperienza.
Angelica, purtroppo, ci ha lasciati troppo presto a causa di un incidente stradale. Il tempo passa, ma alcune persone e alcuni ricordi restano per sempre nel cuore di chi li ha vissuti.
In quegli anni ebbi anche l’opportunità di portare Umberto Bruno oltre i confini dell’Italia.
Fui invitato a Londra per un evento esclusivo organizzato presso Aura, uno dei locali più conosciuti di Mayfair, in St James’s Street, a pochi minuti a piedi da Green Park e dall’area di Buckingham Palace, storica residenza della Regina Elisabetta II.
Per me fu un’esperienza importante. Non soltanto per il prestigio del luogo, ma perché Aura era un locale frequentato da personaggi internazionali del mondo della musica, dello spettacolo e della comunicazione.
Tra i nomi associati ad Aura negli anni compaiono Rihanna, Drake, Ne-Yo, Usher, James Arthur e Tamara Ecclestone; anche Madonna venne collegata al locale dalla stampa in quel periodo. Vedere un progetto nato nel Sud Italia arrivare in un contesto come Mayfair mi fece capire una cosa importante: le idee, quando sono sostenute da passione, lavoro e determinazione, possono viaggiare molto più lontano di quanto immaginiamo.
In quegli anni Umberto Bruno sponsorizzò anche diversi eventi sportivi. Uno dei ricordi che porto nel cuore riguarda un torneo di calcio del mio paese.
Non sono mai stato un grande appassionato di calcio, ma ho sempre amato le sfide difficili.
Scelsi di sostenere una squadra composta da giovani del mio territorio, ragazzi con caratteri forti, percorsi non sempre semplici e che molti consideravano sfavoriti.
Il torneo era molto competitivo, con squadre partecipanti fortissime. In pochi credevano che saremmo riusciti ad andare avanti.
Invece arrivammo fino al quarto posto e ricevemmo il premio di Squadra Rivelazione e Miglior Portiere.
Ancora oggi ricordo quell’esperienza con affetto. Non per il risultato sportivo, ma perché mi ha ricordato una cosa che ho sempre pensato: non bisogna mai giudicare una persona soltanto dall’apparenza o dalle aspettative degli altri.
Nel 2016 l’azienda cambiò nome in MarketingSalento.com S.r.l. Avevo grandi idee, ma in una piccola realtà era difficile farle volare. Decollavano, ma non volavano.
Erano anni complessi per l’economia italiana e per il Made in Italy. Produrre in Italia era una scelta che sentivo profondamente, ma non era semplice competere in un mercato sempre più difficile.
Poi c’è stato il buio.
La depressione è stata una presenza durissima nella mia vita. Non voglio nasconderlo. Nel mezzo di tante cose belle e colorate c’è stato anche il buio totale, la voglia di farla finita, pensieri terribili, psicologi, psicoterapeuti, ricoveri in ospedale.
Per molto tempo non è stato facile. Anzi, è stato durissimo.
Alla fine ho incontrato un professionista di altissimo livello, Cosimo, che mi ha aiutato a capire valori importanti della vita e una parte più profonda di me stesso.
Ho sempre sognato di costruirmi una strada da solo. Essere figlio di persone capaci o benestanti non è sempre un vantaggio. Per me, in alcuni momenti, è stato anche uno svantaggio.
Non rinnego mai i momenti belli vissuti e il lavoro straordinario fatto dalla mia famiglia. Ma volevo capire quali fossero davvero le mie capacità personali. Volevo capire dove potevo arrivare da solo.
Nel 2020 arrivò una possibilità: andare a lavorare in Inghilterra come manovale, hoddy, caricatore di malta e mattoni.
La mia prima destinazione fu Didcot, nella contea dell’Oxfordshire.
Molti, quando pensano all’Inghilterra, immaginano soltanto Londra. Io invece scoprii un’altra Inghilterra: fatta di piccoli centri, campagne, comunità locali, cantieri, pub, parchi e persone provenienti da tutto il mondo.
Con il tempo iniziai ad affezionarmi profondamente a questo territorio. Per scherzo, ma non troppo, arrivai perfino a battezzarlo “Salento England”, un luogo nel quale due mondi apparentemente lontani riuscivano a incontrarsi.
Ed è lì che tutto cambiò positivamente nella mia vita.
Sembra strano, ma è così.
Non rinnegherò mai l’Italia. Amerò sempre il Salento, la Puglia, Lecce, il cibo italiano, soprattutto quello di mia madre, e la mia terra difficile e bellissima.
Sarò sempre salentino, pugliese, del Sud. Indosserò sempre dentro di me i colori del Lecce, il giallo e il rosso, anche se non amo il calcio. Tiferò sempre per la mia terra, la mia regione e la mia nazione.
Ma se ho superato alcuni problemi di esistenza su questo fottutissimo pianeta, devo ringraziare l’Inghilterra e tutto quello che mi ha offerto con onestà.
Qui ho fatto di tutto: netturbino, labourer, hoddy, groundworker, lavori manuali e lavori duri. Ho lavato bagni, ho pulito spazzatura, ho lavorato in grandi cantieri.
In ogni grande cantiere dove ho lavorato in Inghilterra sono sempre stato l’unico italiano. E questa è stata un’opportunità, non un problema.
Anche pulire spazzatura, portare malta, caricare mattoni e fare lavori che molti avrebbero considerato umilianti è stata una grande opportunità.
Qui ho osservato il mondo con occhi diversi.
In Inghilterra non ho imparato soltanto nei cantieri. Ho osservato ogni giorno il lavoro delle grandi aziende digitali e dei grandi brand internazionali.
Ho studiato il modo di comunicare di realtà come Amazon, Instagram, Facebook e molte altre organizzazioni capaci di costruire identità riconoscibili in tutto il mondo.
Ho osservato loghi, grafiche, linguaggi, branding, territori, piattaforme e strategie di comunicazione.
Molte delle idee che oggi sviluppo nei miei progetti nascono anche da quell’osservazione quotidiana.
Sì, probabilmente anche io sono un pazzo. Sono e sarò sempre figlio di mio padre.
Errori? Infiniti.
Cadute? Tantissime.
Ma sono stati la mia università. Sono stati i miei master. Sono stati parte del mio percorso.
Oggi vorrei vivere altri cinquecento anni per vedere che fine farà questo fottutissimo mondo, pieno di tante cose belle ma anche di inutili conflitti e guerre.
Oggi non cerco il successo come lo immaginano gli altri. Cerco l’obiettivo.
MarketingSalento.com nasce anche da tutto questo: lavoro, territorio, cadute, rinascite, idee, viaggi, errori, famiglia, Inghilterra, Salento, web, turismo, comunicazione e voglia di costruire qualcosa che resti.
Only God Is My Boss nasce dallo stesso percorso. Non come una frase provocatoria, ma come una sintesi di libertà, responsabilità, fede, cadute, ripartenze e indipendenza personale.
Solo le donne salveranno il mondo, ed io le amo tutte.
Solo l’amore porterà pace.
Solo il rispetto e la cooperazione porteranno grandi risultati.
Questo sono io: un uomo senza filtri, un uomo semplice, un uomo che non vuole il successo, ma l’obiettivo.
Founder, Super Mario Works Ltd.
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